Il blog del Mobility Manager

I cambiamenti culturali hanno bisogno di anni per essere attuati e per essere recepiti

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Come si spostano i newyorchesi

Una città caotica e con incolonnamenti infiniti che offre possibilità di spostamento non scontate!

Qualche mese fa sono stato a New York, città davvero fantastica e ricca di contraddizioni oltre ad essere ampiamente multiculturale. Forse per deformazione professionale non ho potuto fare a meno di notare come si spostano i newyorchesi nella Grande Mela.

Quello che subito mi è balzato agli occhi è il forte traffico veicolare; sono stato sempre a Manhattan e ho potuto constatare che le strade sono quasi tutte a senso unico. Le Avenue, ampi vialoni, reggono un traffico veicolare molto intenso e nonostante siano belle larghe sono molto spesso sature di veicoli.

E’ a causa di questo intenso traffico che i newyorchesi si spostano per lo più a piedi, con i mezzi pubblici e in bici!

L’efficientissimo servizio di trasporto pubblico, e in particolare la metropolitana, consentono ai newyorchesi di spostarsi tranquillamente da una parte all’altra della città. Le pochissime auto private che ho visto in sosta a Manhattan mi inducono a pensare che la stragrande maggioranza degli abitanti dell’isola non ha un’automobile privata spostandosi per lo più in maniera sostenibile. I taxi gialli la fanno da padrone e spesso ho visto che vengono usati in maniera condivisa; un consiglio: se vi apprestate ad attraversare la strada sulle strisce pedonali e all’orizzonte vedete arrivare un taxi, fate bene attenzione a capire se sta rallentando, a New York spesso i taxi non si fermano al rosso!

Colonna di taxi in attesa dei clienti all’uscita della Grand Central Terminal

Nonostante il forte traffico veicolare per me New York è la Amsterdam d’oltreoceano! Sono tantissime le bici che circolano sulle strade newyorchesi, l’intermodalità bici-mezzi pubblici è ampiamente sfruttata, anche nella quasi sempre stracolma metropolitana. Il servizio di bike sharing è anch’esso molto sfruttato. Le bici possono essere prese solo se si ha una carta di credito (in USA anche le caramelle si possono acquistare con una carta di credito, forse è anche per questo che hanno tassi di evasione fiscale bassissimi. Medita Italia!) da inserire nei totem di registrazione, ogni bici ha un GPS ed è a prova di furto. La prima mezz’ora è gratis, puoi andare ovunque vuoi e depositare la bici negli appositi stalli. Dalla seconda mezz’ora in poi si pagano penali belle salate, come è giusto che sia! Del resto il bike sharing non è “prendo la bici e ma la porto in giro per tutto il tempo che voglio” ma è una modalità di spostamento alternativa ad autobus, tram, metropolitana, etc…




New York abbatte tutti gli stereotipi che impediscono alle persone di usare la bici quotidianamente. Certo è vero che hanno un servizio di trasporto pubblico molto ben sviluppato e soprattutto funzionante al 100% ma anche loro hanno dovuto iniziare tempo fa per ottenere quello che hanno adesso in termini di servizi e di cultura.

Se in Italia mai iniziamo seriamente a trattare certi temi, mai avremo la possibilità di spostarci in maniera più tranquilla, sana e piacevole; continueremo ad arrivare in ufficio, a scuola o in altri luoghi, stressati, nervosi, maledicendo il nostro sistema e il modo in cui ci spostiamo e benedicendo città d’oltralpe, o d’oltreoceano come in questo caso, in cui puoi tranquillamente evitare lo stress di un ingorgo!


Pubblicato il

15 Dicembre 2014

Scritto da

Massimiliano Moraca