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Idee per la mobilità sostenibile



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Da giorni si parla molto di mobilità sostenibile. Il COVID-19 ha messo davanti agli occhi del governo italiano e degli italiani, la necessità di ripensare alla mobilità. Ne è un esempio il bonus per la mobilità sostenbile che darà la possibilità a molti di acquistare una bici elettrica o altro mezzo per la microbobilità elettrica. 

Ad oggi non è possibile consultare sulla Gazzetta Ufficiale il testo integrale ma pare che ci sono novità anche per la figura del Mobility Manager in quanto, aziende ed enti pubblici con 100 dipendenti, dovranno dotarsi di questa figura professionale; prima il tetto minimo era 300 dipendenti. 

Proprio su questa importantissima figura professionale vorrei soffermarmi. Il Mobility Manager è una figura prevista fin dal 1998 ma, a mio avviso, senza un peso concreto. Cosa succede all'azienda o all'ente pubblico che non assolve all'obbligatorietà del Piano Spostamenti Casa-Lavoro di competenza del Mobility Manager? Nulla. Non dico che sono necessarie multe ma un sistema di premialità si potrebbe mettere su. L'azienda che assume un Mobility Manager ha un bonus fiscale di una certa percentuale e se il Piano Spostamenti Casa Lavoro risulta efficace nel tempo, il bonus può aumentare. Stessa cosa, ma con premialità differenti, può valere per gli enti pubblici che potrebbero beneficiare di più fondi per le attività di gestione dell'ente; sappiamo bene che spesso gli enti pubblici hanno pochissimi soldi. 

Le ciclabili meritano un discorso a parte. La maggior parte delle strade urbane dei comuni italiani è stretta, questo perchè in molti comuni è ancora presente l'improta di urbana data dalla civiltà rurale, per non parlare poi dei borghi antichi. Ci sono aree in cui costruire ciclabili a norma di legge è pressocchè impossibile. Ma una soluzione c'è ed è una soluzione pronta all'uso: le zone 30! Il problema è che a livello normativo non esistono e non esistendo spesso vengono spacciate per zone 30 aree urbane in cui viene posto il cartello "Zona 30".

L'istituzione di ciclabili a norma di legge o di zone 30, laddove non fosse possibile istituire le prime, potrebbe essere incentivata con un sistema di premialità. Si potrebbero considerare i km di strade comunali e rapportarlo ai km di strade messe in sicurezza ai fini della mobilità ciclabile. Man mano che aumenta la percentuale a favore della mobilità ciclabile aumenta il bonus viene erogato ai Comuni sottoforma di fondi per la gestione della res pubblica. Questo per quel che riguarda la ciclabilità inter-comunale, per quella intra-comunale si potrebbe fare un discorso analogo andando ad istituire ciclabili sulle grandi arterie di collegamento tra comuni. Si potrebbero istituire delle autostrade ciclabili sulle infrastrutture come le linee ferroviarie dismesse o i tratti di rete acquedottistica come quello del ramo dell'acquedotto del Serino che ho documentato nel video che segue.

Purtroppo, attualmente, in Italia la mobilità sostenibile strutturata è lasciata alla buona volontà di pochi illuminati che, con pazienza e perseveranza, raggiungono gli obiettivi che si sono fissati non per il bene personale ma per il bene delle comunità. Se non si associa ad iniziative lodevolissime, come il bonus mobilità, azioni programmatiche concrete rischiamo sempre di ritrovarci con il cerino in mano come è successo con il Mobility Manager scolastico.