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Le aree a maggior rischio alluvione in Italia

Pubblicato

05 Febbraio 2022

Aggiornato

05 Maggio 2022

Tempo di lettura:

3 minuti

Lo sappiamo, il nostro Paese è spesso soggetto a fenomeni alluvionali intensi che quasi sempre generano vittime e danni ingenti. Prendendo in considerazione i dati riportati da Wikipedia sulle alluvioni ed inondazioni in Italia vengono fuori numeri davvero impressionanti. Ad esempio negli ultimi 10 anni gli eventi più distruttivi sono i 18 morti dell'alluvione in Sardegna del novembre 2013 oppure i 13 dell'alluvione in Liguria dell'ottobre 2011. Andando ancora più indietro nel tempo troviamo l'alluvione in Piemonte del 2000 con 23 morti e 40.000 sfollati, l'alluvione in Campania del 1998 con 160 vittime. Sulle cause scatenanti questi fenomeni vi rimando a questo video di approfondimento di Geopop.

Qualche giorno fa consultando i dati dal servizio WFS del Geoportale Nazionale mi sono imbattuto nel layer "Alluvioni - Estensione dell'area allagabile (PGRA 2021)" che riporta la catalogazione delle aree geografiche che potrebbero essere interessate dall’esondazione di un corso d’acqua secondo tre fasce di probabilità:

  1. scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi - LPH;
  2. media probabilità di alluvioni - MPH;
  3. elevata probabilità di alluvioni - HPH;

Questi dati sono stati prodotti grazie alla Direttiva 2007/60/CE, cosidetta "Direttiva Alluvioni":

"La Direttiva delinea un percorso per la redazione dei Piani, definito da una serie di stadi di implementazione, caratterizzati da specifici obblighi e scadenze, all’interno di un ciclo di gestione con periodicità pari a 6 anni. La Direttiva prevede, altresì, che entro 3 mesi dalle scadenze stabilite per ciascuno stadio di implementazione, vengano riportati alla Commissione Europea una serie di informazioni (reporting), secondo modalità e formati ben definiti.

I Piani di gestione del rischio di alluvione sono stati predisposti dalle Autorità di bacino distrettuali dei 5 distretti idrografici in cui è suddiviso il territorio nazionale (fiume Po, Alpi Orientali, Appennino settentrionale, Appennino centrale, Appennino Meridionale) nonché dalle regioni Sardegna e Sicilia. Il periodico riesame e l’eventuale aggiornamento dei Piani ogni 6 anni consente di adeguare la gestione del rischio di alluvioni alle mutate condizioni del territorio, anche tenendo conto del probabile impatto dei cambiamenti climatici sul verificarsi di alluvioni."

Mi sono concentrato solo sulle aree ad elevata probabilità di alluvioni e con un tempo di ritorno inferiore a 20 anni ed usando Python e QGIS ho intersecato questi dati con quelli dell'ultimo censimento ISTAT(2011 al momento della scrittura di questo articolo). Sul perchè mi sia servito Python per fare una semplice operazione di filtro ed una di selezione ne parlerò prossimamente in un articolo apposito.

Da questa mia analisi nascono le mappe che seguono.

E' stato impressionante per me constatare che l'area a più elevato rischio d'Italia è quella di Milano con 45 mila residenti a rischio. In generale è la Lombardia ad essere la Regione con il più elevato rischio con 490 mila residenti stimati. La triste classifica delle prime cinque regioni con popolazione residente a rischio è la seguente:

  1. Lombardia - 490.295 
  2. Piemonte - 259.634
  3. Emilia Romagna - 203.839
  4. Campania - 162.640
  5. Valle d'Aosta - 43.337

Il PNRR per il contrasto al dissesto idrogeologico ha messo in campo 3,6 miliardi di Euro; soldi che mi auguro non vengano distribuiti a pioggia ma solo a seguito di progetti concreti, attuabili ed efficaci. In una audizione in Senato il Consiglio Nazionale dei Geologi si è molto lamentato della scarsezza di fondi stanziati a fronte di danni da frane negli anni, a sua volta fonte ANCE, pari a 65 miliardi di Euro.

Sono nato nel 1983, in quasi 40 anni di vita ho sentito parlare di rischio idrogeologico e del fatto che viviamo in un Paese a rischio non so più quante volte. Ho vissuto il disastro di Sarno, più per vicinanza geografica visto che abito ad una trentina di chilometri in linea d'aria. Ho frequentato un corso di laurea apposito: ingegneria per l'ambiente ed il territorio. Eppure mi sembra sempre che a questa problematica ed a quelle ambientali in genere, si dia sempre un contentino, una miseria.

Se siete curiosi di approfondire i dati elaborati potete trovarli allegati a questo articolo; sono presenti in un geopackage compresso al cui interno c'è anche il progetto QGIS. Il come sono stati processati è presente qui.

 

 

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