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Perchè sono importanti i dati?

Pubblicato

03 Giugno 2022

Tempo di lettura:

4 minuti

Qualche giorno fa, usando i miei canali social, ho fatto un piccolo sondaggio per categorie professionali con lo scopo di identificare le esigenze, capire se c'è una reale domanda di dati in Italia. La domanda era questa:

Quali dati della PA ti farebbe comodo ottenere con in accesso diretto, sburocratizzato, per migliorare il tuo lavoro?

Le risposte sono state tante ed è stato possibile identificare dei filoni, dei trend di domanda disattesa:

  • dati catastali vettorializzati;
  • CAP e relativi areali in forma vettoriale;
  • piani urbanistici vigenti e loro componenti in forma vettoriale e fonti(vettoriali o raster) con cui sono stati redatti;
  • carte di microzonazione sismica in forma vettoriale(tutti e tre i livelli) e relativi campionamenti;
  • DEM(DSM e DTM) a risoluzione spinta;
  • carte geologiche in forma vettoriale;
  • indagini geognostiche, isopieziche, litologiche;
  • carte pedologiche in forma vettoriale e punti di campionamento con cui sono state generate.

C'è richiesta del dato composto passato alla PA ma anche del dato grezzo con cui esso è stato realizzato. Gli scopi sono abbastanza chiari e perfettamente riassunti in un commento:

"Sono il tecnico incaricato dal Comune X ad effettuare una certa analisi. E' una analisi abbastanza comune che per effettuarla al meglio più dati a disposizione ho più riesco ad essere preciso e dettagliato; e più preciso e dettagliato sono più la PA dorme sonni tranquilli. Perchè se sono più preciso e dettagliato riduco al minimo le controversie dovute ad indici che cambiando possono andare a degradare il valore commerciale di un immobile messo a reddito, ad esempio, dal proprietario."

Ho volutamente omesso ogni tipo di informazione che potesse in qualche modo far risalire al tecnico che mi ha chiesto di restare anonimo. Lo scopo primario è l'approccio scientifico al dato, se ho un pregresso di quella analisi ho dei dati con cui confrontare le mie elaborazioni e quindi(scopo secondiario) riesco a generare un elaborato migliore che mi consente anche di emergere come professionsta perchè aumenta la qualità del mio lavoro.

Ho volutamente messo in grassetto approccio scientico al dato perchè c'è questa stortura nel mondo del lavoro italiano per cui l'approccio scientifico sia ad appannaggio del mondo della ricerca scientifa, ma non è così! Un professionista, una azienda, non sono meri esecutori di procedure tecniche imposte dalla normativa vigente; ma sono figure che nel loro percorso di formazione hanno appreso ed affinato competenze di analisi. E' sbagliato affidarsi a coloro i quali "si ma tanto fa tutto il foglio di calcolo" oppure "si ma tanto c'è il software che fa i calcoli". E' sbagliato perchè il dato non va solo ottenuto a valle di un processo ma anche compreso!

Tornando al commento del tecnico di prima: senza i dati pregressi e/o ancillari lui farà ragionamenti su verità parziali e con quelle verità calibrerà le sue elaborazioni finali. Con tutto ciò che ne consegue!

Lo scorso mese sono stato contatto da una società che voleva fare della analisi su specifiche particelle catastali, mettendo insieme dati dell'edificato, dati sui vincoli e dati realitivi alle singole prescrizioni comunali dell'ambito a cui la società era interessata.

Fui contattato dopo che avevano già fatto una ricerca approfondita e volevano un ulteriore confronto da un esperto del settore GIS. 

"E' mai possibile che non c'è un luogo virtuale, ma anche fisico, in cui posso andare a prendere i dati a scala comunale?! Un luogo armonizzato. Ogni Comune ha il suo approccio agli elaborati ed al dato. L'edificato è spesso un miraggio ed Open Street Map spesso ha dati migliori della PA a cui mi devo rivolgere. Non parliamo dei dati catastali! Con il WMS ci faccio poco e niente a parte guardami le particelle."

Si dice che il alvoro di analisi di un dato alla fine sia un 20% del tempo totale lavorato su quel dato, perchè il restante 80% non è lavoro di analisi ma di normalizzazione del dato. Un lavoro propedeutico all'analisi quindi. Ma quando il dato non c'è o è di difficilissimo(se non impossibile!) reperimento come si fa?

Ho fatto una chiacchierata di quasi un'ora con l'amministratore di quella società e con il suo PM; più che una chiacchierata fu uno sfogo da parte loro per la frustrazione che provavano nel dover far fare a mano ai loro dipendenti attività che portavano via tantissimo tempo e che, se si avesse a disposizione il dato, si potrebbero automatizzare o comunque portare a termine in un decimo del tempo. Questo comporterebbe per la società un aumento di volumi di affari, magari con una riduzione del costo del servizio al cliente finale.

Non so se avete presente il meme di John Travolta estratto da Palp Fiction in cui l'attore si guarda intorno spaesato. Si è tornati così tanto spesso sulla carenza del dato e della sua scarsa qualità(quelle poche volte che c'è) che mi sono sentito proprio come John:

La mancanza di dati castra a tutti gli effetti le azioni imprenditoriali!

Non si pretende di avere le particelle catastali con i dati dei proprietari ed altri dati sensibili, ma si pretende di avere a disposizione un dato epurato da ogni dato sensibile. Nulla di strano, lo fa la Francia con il suo Cadastre, nel pieno rispetto di INSPIRE!

Non si pretende di conoscere le abitudini degli abitanti dell'edificio X, ma si pretende di poter prendere parte a progetti europei in cui si possano usare i dati dell'edificato con la stessa facilità con cui lo fanno i tedeschi grazie ad ALKIS, nel rispetto di INSPIRE, e non dover fare il periplo burocratico da ufficio ad ufficio nella speranza di ottenere qualcosa di utile.

I dati creano sviluppo, lo sviluppo crea posti di lavoro, i posti di lavoro generano benessere, il benessere da più serenità alle coppie consentendo di mettere al mondo figli andando quindi a combattere il fenomeno della denatalità. 

 

 

 

 

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