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Il Geomarketing – Un GIS per…

Ogni Comune dovrebbe aver un piano degli esercizi commerciali, utile ad esempio per valutare le aliquote delle imposte comunali, ma questo è solo un aspetto in cui il geomarketing può essere uno strumento GIS indispensabile.

geomarketing

Pensiamo all’individuazione dei bacini di influenza per ogni singolo esercizio commerciale andando ad individuare non solo l’area geografica di ricaduta dell’esercizio in esame, ma anche il tipo di clientela, la fascia d’età, gli interessi.

Una volta ottenuti questi dati possono essere attuate strategie, in accordo con il commerciante, per migliorare l’impatto dell’attività commerciale sul territorio aumentandone non solo la visibilità ma anche la qualità dei servizi e degli introiti.

Il geomarketing è sicuramente una nuova frontiera e la conferma viene dal fatto che multinazionali come Facebook e Google stanno investendo tantissimo in questo settore.

Ovviamente i servizi di geomarketing tradizionali possono essere affiancati o sostituiti da apposite applicazioni ma anche loro fondano i propri principi di funzionamento sulla metodologia GIS.


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L’agricoltura di precisione – Un GIS per…

L’agricoltura negli ultimi anni sta vedendo un fiorire di nuove tecniche di rilievo in cui anche la metodologia GIS fa la sua parte.

Basta pensare ad esempio all’agricoltura di precisione:

L’agricoltura di precisione è una strategia gestionale dell’agricoltura che si avvale di moderne strumentazioni ed è mirata all’esecuzione di interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.

Fonte Wikipedia

agricoltura

Con l’agricoltura di precisione è indispensabile geolocalizzare il campo agricolo, il frutteto, fino alla geolocalizzazione della singola pianta. Questo consente al moderno agricoltore e all’agronomo che lo supporta, di effettuare interventi puntuali.

E’ possibile ad esempio effettuare indagini termografiche:

La tecnica delle indagini termografiche trovano spazio e applicabilità anche nel settore dell’agricoltura, fornendo un notevole numero di dati qualitativi e quantitativi sulle coltivazioni, portando all’avanguardia il sistema di controllo delle piantagioni, di conseguenza, permettere una vera e propria prevenzione sulle colture. Tutto ciò ci consente di ottenere un prodotto qualitativamente migliore sotto tutti gli aspetti.
Una delle ultime applicazioni dell’infrarosso termico, che stanno trovando sempre più campo tra gli agricoltori professionisti, è la valutazione della corretta irrigazione di vasti campi agricoli e stabilire così l’efficacia degli impianti di irrigazione evitando stress alle colture dovuto alla cattiva irrigazione del terreno.

Le diagnosi termografiche effettuate nel settore dell’agricoltura sono:

Verifica stress idrico delle coltivazioni.
Verifica stato fusti alberi da frutta o legna.
Verifica dell’umidità del terreno.
Verifica della corretto grado della temperatura interna della piante.

Fonte MicroGeo

agricoltura

Progettare un sistema GIS che supporti gli operatori specializzati al fine di prendere la giusta decisione sull’intervento da effettuare, risulta essere uno dei tanti campi di applicazione della metodologia GIS stessa.

agricoltura

La mobilità urbana – Un GIS per…

Un sistema GIS può essere usato anche per la gestione della mobilità urbana perchè, non dimentichiamolo, i GIS sono sistemi di supporto alla decisioni.

Esaminiamo un caso pratico. Abbiamo la necessità di redistribuire ed integrare dei parcheggi in un area urbana a forte densità di attività commerciali.

Con una giusta analisi sulla mobilità urbana effettuata con la metodologia GIS possiamo individuare non solo le aree in cui andare a creare nuovi parcheggi e possiamo valutarne l’accessibilità.

mobilità urbana

Un altro esempio pratico in cui i GIS possono supportare la gestione della mobilità urbana è quello relativo alla mobilità ciclabile.

mobilità urbana

L’immagine precedente fa parte di uno studio per valutare la mobilità ciclista nella città di Napoli. I dati sugli spostamenti sono stati analizzati con metodologie mutuate sia dall’ingegneria dei trasporti che dalla metodologia GIS.

E’ stato possibile valutare la reale fruizione dei tratti di ciclabile – in verde – e l’individuazione di futuri tratti da realizzare laddove la mappa di calore mostra concentrazioni di flussi di ciclisti non su percorsi ciclabili.


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L’archeologia – Un GIS per…

L’archeologia è sicuramente una delle branche del sapere che trae fortissimi vantaggi dall’utilizzo degli strumenti GIS. Basta guardare a come può essere usata la metodologia GIS in un cantiere di scavo archeologico.

L’archeologia e gli strumenti GIS possono lavorare a strettissimo contatto poichè con gli strumenti GIS è possibile rilevare e catalogare tutto ciò che viene alla luce durante le varie fasi di scavo mettendo in relazione dati vettoriali con tabelle descrittive. Un progetto interessante ad esempio è pyArchInit tool GIS creato appositamente per l’acheologia.

Facciamo un esempio di applicazione GIS in campo archeologico. Consideriamo l’area compresa tra il Parco Archeologico di Suessola e l’Oasi del Riullo.

archeologia

Dalle immagini satellitari un occhio attento può notare strani segni al suolo, segni evidenti solo se ci si pone in un punto alto rispetto al piano campagna.

Generando una hillshade dal DSM LiDAR 1×1 qualcosa sembra venire fuori.

archeologia

Una variazione di pendenza particolare del suolo è evidenziata anche estraendo una slope chart dal DSM dell’area.

archeologia

E’ un po’ strano che dei cespugli crescano in maniera naturale creando forme, direi geometriche, al suolo.

archeologia

Andando a tracciare infatti delle linee viene fuori un schema che ricorda la pianta di un edificio.

archeologia

Non so se la Soprintendenza per i Beni Archeologici è a conoscenza di questa struttura, magari è stata già censita, forse è antica o sono i resti di una struttura moderna (purtroppo siamo in area di abusi edilizi), sicuramente però usando la metodologia GIS e gli opportuni strumenti è stato possibile esaminare un’area per evidenziare la presenza di qualcosa che potrebbe essere poi approfondito sul campo in un secondo momento.

Gli archeologi che hanno letto questo articolo potrebbero storcere il naso, sicuramente avranno esempi molto più diretti da poter portare agli occhi di tutti per dare ancora più risalto all’utilità della metodologia GIS e degli strumenti GIS in campo archeologico.


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Gli spostamenti scolastici – Un GIS per…

A febbraio 2016 è entrata in vigore le legge che istituisce il Mobiliy Manager scolastico. Uno dei campi in cui l’utilizzo di tools GIS è imprescindibile è proprio la mobilità sostenibile. Facciamo un esempio pratico su una scuola.

Il mobility manager scolastico ha la necessità di istituire un piedibus per i bambini della scuola dell’infanzia.

Il DM 18-12-1975 in Tabella 1 definisce le distanze massime degli alunni dalle strutture scolastiche. Nel caso in esame la distanza massima è 300m.

Creando un buffer con raggio 300m e centro nella scuola in esame è possibile andare ad individuare gli edifici da cui provengono gli alunni grazie ad una successiva spatial query.

scuola

A questo punto individuata l’area di influenza della scuola per l’infanzia e le strade a servizio dell’area, sarà possibile per il mobility manager scolastico individuare i punti di raccolta che faranno parte della rete del piedibus.


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La pianificazione e la gestione territoriale – Un GIS per…

La pianificazione e la gestione territoriale senza l’ausilio di un sistema GIS sono impensabili. Eppure in troppi casi ancora si fa uso del CAD per redigere ad esempio un P.U.C.

Per elencare le innumerevoli applicazioni della metodologia GIS in pianificazione ci vorrebbe un libro, farò alcuni esempi tra quelli più significativi.

pianificazione

Pensate all’individuazione corretta del centro storico di un abitato, la distinzione tra zone destinate all’edilizia residenziale piuttosto che zone produttive.

Individuare e catalogare il tipo di strade che attraversano un’area comunale, agire sulle direzioni di percorrenza, definire zone a traffico limitato, individuare aree di aggregazione della popolazione in caso di evacuazione, stilare piani di protezione civile.

pianificazione

Tutte attività che necessitano di un supporto cartografico per prendere decisioni. Un supporto che non sia una mera cartina ma un database geografico in cui ad ogni elemento gemetrico è associata una componente tabellare con miriadi di informazioni. I sistemi GIS in questi casi sono indispensabili.


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La gestione del verde pubblico – Un GIS per…

La gestione del verde pubblico, intesa come manutenzione e miglioria dello stesso, è una di quelle attività che può essere pianificata con un GIS.

gestione del verde

Nell’immagine è presente uno stralcio di CTR, i pentagoni verdi sono gli alberi.

Per la gestione del verde pubblico può essere messo a disposizione dell’ufficio tecnico comunale un GIS in cui oltre alla posizione geografica di aiuole, parchi, alberi, è possibile inserire numerose informazioni.

Nel caso degli alberi si può strutturare una attribute table con i seguenti campi:

  • la specie(qui un agronomo potrebbe storcere il naso non conoscendo il termine esatto per definire la tipologia di albero[faccio un altro mestiere!]);
  • una foto;
  • la data di piantumazione;
  • la data di ultima manutenzione a cui può essere collegata una tabella con lo storico delle manutenzioni e la tipologia di intervento;
  • lo stato di salute, ed anche qui può essere realizzato un collegamento con un tabella in cui è riportata la “cartella clinica” dell’albero.

Queste informazioni magari possono essere rese accessibili da un tecnico abilitato, un agronomo, che può visionarle per capire dove è necessario intervenire per scongiurare eventi pericolosi come il collasso di un albero ed i danni e purtroppo vittime che potrebbe generare un evento simile.

gestione del verde

Mappa di concentrazione degli alberi

Un altro esempio utile a capire l’importanza di un sistema GIS per la gestione del verde pubblico può essere quello delle aiuole.

Anche in questo caso oltre alla semplice perimetrazione delle aiuole si può creare un’attribute table in cui inserire il tipo di essenze arboree presenti, il sistema di irrigazione, lo storico delle manutenzioni ed altro ancora!

 


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Il giornalismo di inchiesta – Un GIS per…

Un sistema GIS può essere utile al giornalismo di inchiesta? Certamente! Posizionare un evento o ciò su cui si sta indagando su una mappa è senza altro utile per avere un quadro migliore.

Un esempio di come i GIS possono essere utili al giornalismo di inchiesta è l’articolo che segue basato, purtroppo, su fatti realmente accaduti negli ultimi anni nel comune in cui abito, Casalnuovo di Napoli.

E’ colpa dei Rom?

Premessa: leggi tutto l’articolo prima di soffermarti sul titolo e poi se vuoi commenta.

Nel luglio 2005, nell’area in cui a distanza di pochi mesi inizieranno i lavori della TAV e si insedierà il campo nomadi, comparve questa strana macchia sicuramente non naturale che ha tutte le sembianze di uno sversamento di liquami di qualche tipo.

giornalismo di inchiesta Dopo pochi mesi arrivarono i nomadi e nell’area a cui corrispondeva la macchia della foto precedente iniziarono i primi lavori per la TAV. Siamo a febbraio 2006.

giornalismo di inchiesta

Nel febbraio del 2007 il campo ha una estensione maggiore rispetto al rilievo precedente, è presente un piccolo accumulo di rifiuti ed un area di incendio distante dal campo.

giornalismo di inchiesta

Nel gennaio del 2008 l’estensione del campo risulta essere pressochè invariata, come pure quella della discarica, è più vasta l’area da incendio ed in prossimità del campo.

giornalismo di inchiesta

A maggio 2011 l’estensione del campo non varia in maniera consistente rispetto al rilievo precedente, è aumentata invece in maniera considerevole la discarica. L’immagine satellitare fa riferimento al rilievo pubblicato dal Ministero dell’Ambiente nel 2012 ma come si legge nei metadati l’effettivo rilievo è avvenuto a maggio 2011.

giornalismo di inchiesta

La situazione è pressoché invariata nel dicembre 2012.

giornalismo di inchiesta

Tutto è quasi invariato nel giugno 2013.

giornalismo di inchiesta

Si ha un aumento consistente della discarica nell’agosto 2014.

giornalismo di inchiesta

Non è possibile andare oltre con i rilievi per assenza di dati sia da Google Earth che da parte del Ministero.
Si è stimato, o almeno questo hanno riportato varie testate giornalistiche, che nel momento in cui è stato sgomberato il campo nomadi erano presenti circa 150 persone. Questo è il dato che verrà usato nelle stime che seguono rielaborato andando a ritroso negli anni con una semplice proporzione.
Come si può vedere dal grafico che segue, all’aumento dell’estensione del campo è possibile associare un aumento dell’estensione della discarica con un rapporto abbastanza costante fino al 2008. Il rapporto area campo su area discarica è di molto inferiore all’unità (0,05 nel 2007) fino al 2008. Possiamo ipotizzare che almeno fino a gennaio 2008 la discarica era fatta di rifiuti da autoproduzione. Ogni attività antropica produce rifiuti che in qualche modo vanno smaltiti. Qualcosa è cambiato tra il 2008 ed il 2011.
giornalismo di inchiesta
Il rapporto indicato prima dal 2011 in poi arriva e supera l’unità arrivando a 1.19 nel 2012. Fino al 2008 ogni abitante del campo “aveva a disposizione” al massimo quasi 1,2 mq(dato 2007) da usare come discarica. Dal 2008 in poi, pur aumentando di poche decine di unità la popolazione, ogni abitante del campo ha iniziato ad occupare una superficie sempre più grande di suolo da utilizzare come discarica. Tale superficie è di 45,30 mq nel 2014.
giornalismo di inchiesta
Come è possibile ciò? L’area del campo è più o meno la stessa ma la superficie della discarica è aumentata del 98% superando in estensione la superficie del campo e continuando ad aumentare negli anni anche se nel frattempo il campo ha iniziato a ridursi in estensione e numero di abitanti!
Le domande che nascono da questo “studio” sono tante.
I nomadi si sono insediati nel 2006, perchè nessun amministratore, sia locale che provinciale che regionale, ha dato seguito alle indicazioni del Formez finalizzate all’integrazione delle comunità nomadi? Sempre parlando di integrazione si poteva insegnare agli abitanti del campo la differenziata, prevedendo il ritiro dell’immondizia che loro producevano in modesta quantità fino al 2008.
Cosa è successo tra il 2008 ed il 2011? A cavallo di quegli anni è iniziato il problema chiamato Terra dei Fuochi e di li a poco anche i media nazionali ne avrebbero preso coscienza. Chi ha portato i rifiuti ai nomadi e perchè nessuno ha fermato questo scempio?
Il titolo di questa nota è “La colpa è dei Rom” ma chi sono i Rom? Quella popolazione di poco più di un centinaio di persone che si è insediata in un area e che fino al 2008 generava rifiuti per evidente autoproduzione o quelli che negli anni hanno portato, sversato, pagando anche i nomadi, rifiuti di ogni tipo(Italiani brava gente era il titolo di un film)? Oppure ancora sono le istituzioni che non hanno mai fatto nulla per evitare che succedesse ciò che è successo negli anni e succede ancora, cioè che il campo nomadi, vuoto da mesi oramai, prendesse di nuovo fuoco? Un campo posto sotto sequestro, monitorizzato dall’esercito.
Non so se può chiamarsi indagine o inchiesta, ma un cittadino qualunque come me può eseguire dei rilievi con immagini satellitari disponibili gratuitamente. Immagini sia di privati(Google Inc.) che di enti pubblici (Ministero dell’Ambiente). Chi avrebbe dovuto monitorare l’area ed indagare, dei rilievi come questi li ha fatti? Senza contare che un ente può avere a disposizione uno storico di immagini satellitari ancora più fitto di quello che ho potuto creare io.
Mi scuso con i giornalisti di mestiere se quello che ho scritto non può essere definito inchiesta ma il tutto è stato scritto per mostrare le potenzialità di uno strumento che messo nelle mani di chi fa giornalismo di inchiesta è di sicuro di forte impatto.

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La rete dei sottoservizi – Un GIS per…

La rete dei sottoservizi è una “entità” che spesso in Italia poco si conosce. Sicuramente i dati sul posizionamento di condotte, cavi e tubature sono raccolti in qualche modo ma la nota dolente è proprio il modo in cui vengono raccolti e catalogati questi dati. Negli uffici tecnici comunali di scaffali con planimetrie e tracciati ce ne sono a bizzeffe ma non sarebbe l’ora di catalogare questi dati in maniera aggregata e razionale?

A questa domanda ha risposto l’AgID nel 2015 con la quinta versione delle “Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto per i database delle Reti di sottoservizi“. Tali regole definiscono il modus operandi per la realizzazione di quello che si potrebbe definire il catasto della rete dei sottoservizi.

Le “Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto per i DB delle Reti di Sottoservizi”, che costituiscono la base informativa di riferimento per la costituzione di un catasto delle infrastrutture omogeneo a copertura nazionale, sono il risultato dell’attività svolta dal Gruppo di Lavoro 8 “Reti di Sottoservizi”, già istituito nell’ambito del “Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali ” e riattivato su iniziativa dell’Agenzia per l’Italia Digitale al fine di garantire la dovuta continuità d’azione su tale materia, in linea con la propria mission istituzionale e gli obiettivi di interoperabilità dei sistemi informativi, di condivisione dei dati tra le pubbliche amministrazioni e di sviluppo di progetti connessi alla realizzazione dell’Agenda digitale.

Fin dall’inizio il gruppo di lavoro ha svolto le attività avvalendosi anche del contributo degli operatori/gestori pubblici di servizi e dalle principali associazioni di categoria, attraverso una loro partecipazione alle attività del gruppo stesso, coordinato da CISIS – Regione Lombardia.
Le presenti regole tecniche traggono origine dal modello vigente in Regione Lombardia (ddg 10 aprile 2014, n. 3095 “Specifiche tecniche per la mappatura delle reti di sottoservizi”) e, attraverso il lavoro svolto e le necessarie elaborazioni, rappresentano ora un modello di riferimento a livello nazionale per il sottosuolo.

Le specifiche di contenuto per i DB delle Reti di sottoservizi costituiscono un approfondimento tematico di quelle per i DB Geotopografici” elaborate dal Gruppo di Lavoro 2 “Dati geotopografici” rivolte alla definizione di uno strumento che possa rappresentare e descrivere il territorio nei principali aspetti naturali e antropici. Al fine di assicurare il necessario allineamento tra le Specifiche di contenuto per i DB delle Reti di Sottoservizi e quelle per i DB geotopografici è stato garantito il coordinamento e il continuo confronto tra i due gruppi. Inoltre, è stato curato l’allineamento dei contenuti al modello dati definito, per tale categoria tematica, nel contesto della direttiva Europea INSPIRE (Data Specification for the spatial data theme Utility and Government Services – D2.8.III.6 Data Specification on Utility and Government Services – Technical Guidelines).

Le presenti “Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto per i DB delle Reti di Sottoservizi” rappresentano inoltre il catalogo dei dati territoriali di riferimento per il sottosuolo per il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI).

A tal fine, attraverso l’interazione tra il succitato gruppo di lavoro sulle Reti di sottoservizi e quello per il SINFI le regole tecniche sono state opportunamente integrate individuando un apposito livello di obbligatorietà “SINFI” e inserendo una classe e alcuni attributi nuovi rispetto a quelli originariamente previsti, a supporto della necessaria interoperabilità tra i sistemi informativi.

Questo si legge nella premessa al regolamento. Il quadro normativo di riferimento per la rete dei sottoservizi invece è il seguente:

  • D.Lgs. 07/03/2005 n.82 “Codice dell’Amministrazione Digitale”
  • Direttiva 2007/2/CE del 14 marzo 2007 (Direttiva INSPIRE)
  • Direttiva 2014/61/UE del 15 maggio 2014
  • art. 6-bis del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito in legge 11 novembre 2014, n. 164
  • Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3/3/1999 “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici”;
  • Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici (DM 10 novembre 2011 – Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2012, supplemento ordinario n.
    37) cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento; in particolare:

    • Allegato 1 – Catalogo dei dati territoriali – Specifiche di contenuto per i DataBase geotopografici
    • Allegato 2 – il modello GeoUML – Regole di interpretazione delle specifiche di contenuto per i DataBase Geotopografici.

L’argomento trattato è molto vasto, meriterebbe forse articoli ad hoc che spaziano da INSPIRE fino ad arrivare alle normative locali ma questo esula dagli obiettivi di questa rubrica. Di seguito trovate alcuni stralci di attribute table per la rete dei sottoservizi.

rete dei sottoservizi

rete dei sottoservizi

rete dei sottoservizi

In virtù della vastità dell’argomento trattato considerate l’immagine che segue come esemplificative ma non esaustive.

rete dei sottoservizi

 

 


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Il censimento della cartellonistica pubblicitaria – Un GIS per…

Effettuare il censimento della cartellonistica pubblicitaria è una attività che dovrebbero espletare tutti gli enti proprietari delle strade. E’ una buona prassi poichè consente all’ente proprietario di avere a disposizione in maniera chiara e precisa i seguenti dati:

  • numero di cartelli pubblicitari installati;
  • tipologia;
  • dimensioni;
  • proprietà;
  • rendita.

Il censimento della cartellonistica pubblicitaria è uno strumento utile a controllare che le direttive in materia di pubblicità siano rispettate e consente inoltre di verificare se ci sono situazioni di evasione o di abusivismo.

Per fare un esempio, sul sito del Comune di Napoli è possibile trovare, nella sezione Impianti Pubblicitari, il Piano generale degli impianti pubblicitari con annesse norme di riferimento e tecnico-funzionali. A proposito di quadro normativo di riferimento per il censimento della cartellonistica pubblicitaria l’articolo 2 di tale piano fa una buonissima sintesi e per questo verrà riportato così come è:

Le norme contenute nel presente Piano integrano la vigente normativa di legge, con particolare riferimento al Codice della Strada e al relativo Regolamento di attuazione, nonché integrano e sostituiscono, ove incompatibili, le norme del vigente Regolamento edilizio e abrogano integralmente il Regolamento Affissione e Pubblicità, approvato con deliberazione consiliare n. 358 del 27.9.1994 , chiarimenti n. 24 del 13.3.1995 e successive modificazioni nonché la delibera consiliare n. 287 del 5.6.1978 e la delibera commissariale n. 1388 del 3.12.1993 relative ai canoni per gli impianti pubblicitari all’interno degli stabilimenti comunali.

Norme di rinvio:

D.Lgs. 30/04/92 n.285       (Codice della Strada);

D.P.R. 16/12/1992 n.495   (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada);

D.Lgs. 10/09/1993 n. 360 (Disposizioni correttive ed integrative del Codice della Strada);

D.P.R. 16/09/1997 n.610

D.Lgs. 15/11/1993 n.507

D.Lgs 15/12/1997 n. 446

Inoltre l’articolo 3 fa riferimento alla norme utili ad individuare quantità e tipo di impianto pubblicitario:

Ai fini del presente Piano di definiscono impianti pubblicitari, così come classificati  dall’art. 39 D.L.G.S. 285/92, dall’art. 134 D.P.R. 495/92, dall’ art. 37 D.P.R. 610/96, i manufatti destinati a supportare messaggi nelle tipologie quali pubblica affissione istituzionale, commerciale,  sociale, necrologica, affissione diretta e pubblicità esterna.

Evidenziata la presenza di una lunga sfilza di norme che regolamentano la realizzazione di un censimento della cartellonistica pubblicitaria, o Piano degli impianti pubblicitari usando la dicitura del Comune di Napoli, è innegabile l’utilità che uno strumento GIS può portare ad una attività del genere.

Non ci sono, o non le ho trovate io, norme che indicano come debba essere immagazzinato, visualizzato e distribuito un censimento della cartellonistica pubblicitaria per cui cercherò di realizzare un supporto cartografico di esempio che sia quanto più chiaro possibile. Ovviamente le immagini che seguono sono puramente esemplificative.

censimento della cartellonistica pubblicitaria

Possibile attribute table

censimento della cartellonistica pubblicitaria

Esempio di censimento della cartellonistica pubblicitaria

 

 


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