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3D Open Source

E’ possibile creare una riproduzione 3D di un’area senza spendere 1€? La risposta è si e ve lo mostro con questo tutorial!

Cose necessarie:

  • dimestichezza con la metodologia GIS;
  • dimestichezza con QGIS;
  • applicazione;
  • un po’ di pazienza 😉

Iniziamo!

Recuperiamo una CTR, un DTM ed un DSM. Per questo tutorial ho usato la CTR 1:1000 scaricata nella sezione Open Data del sito del Comune di Napoli; per i due DEM ho attinto alla sezione Open Data del SIT della Città Metropolitana di Napoli. Qualche tempo fa vi ho già mostrato le potenzialità dei DEM da LiDAR.

Lavoriamo prima sui DEM. Come sapete DEM è l’acronimo di Digital Elevation Model, ovvero Modello Digitale di Elevazione; appartengono alla famiglia dei DEM i DTM – Digital Terrain Model, ovvero Modello Digitale del Terreno – ed i DSM – Digital Surface Model, ovvero Modello Digitale delle Superfici. Nei DTM è riportata la morfologia dei luoghi al netto del costruito e della vegetazione; mentre nei DSM è riportata la superficie reale di un’area compresi, quindi, il costruito e la copertura vegetativa.

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Confronto tra DTM e DSM

Aprendo il Raster Calculator andiamoci a calcolare la differenza tra i nostri due DEM nel modo che segue.

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Operazioni per calcolare il raster differenza tra i DEM

Abbiamo così ottenuto un raster di differenza, un DEM, che comprende le sole quote del costruito e della vegetazione; non è presente quindi la superficie terrestre.

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Parte del raster di differenza tra DSM e DTM

Adesso andiamo a lavorare sulla CTR. Il primo passo è quello di unire i file che abbiamo a disposizione che, in questo caso, sono composti da due shapefile: una per la Municipalità 1 e l’altro per la Municipalità 10.

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Workflow necessario all’estrazione della linea di costa e dell’edificato

Dall’unione ed attraverso operazioni di select estraiamo la linea di costa e l’edificato. Usiamo quindi il tool lines to polygons per poligonalizzare l’edificato.

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Maschera del tool

Il risultato sarà il seguente, in cui ho omesso le operazioni necessarie per correggere la topologia delle linee affinchè si ottenessero poligoni utili al nostro scopo.

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A questo punto andiamo ad estrarci i centroidi dei poligoni dell’edificato usando il plugin realcentroids, successivamente creiamo un buffer a 10cm dai centroidi appena ottenuti.

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Centroidi dei poligoni dell’edificato

Ora con il tool di Zonal Statistic andiamo ad associare la quota, prelevata dal DEM di differenza tra DSM e DTM, al poligono di buffer appena creato.

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Zonal Statistic

Ora con un semplice join tabellare associamo il field della quota, presente nel vettore dei buffer, al vettore dell’edificato poligonalizzato e salviamo il tutto come nuovo shapefile.

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Siamo finalmente pronti ad usare Qgis2threejs per creare il nostro 3D dell’area! Se non lo abbiamo ancora fatto scarichiamo il plugin dal repository. Quindi scegliamo il DEM di riferimento nella sezione DEM, poi spuntiamo il tab dell’edificato ed in Height scegliamo il field che contiene l’altezza degli edifici.

3d 3d

Non ci resta che cliccare su Run ed il gioco è fatto! Il risultato sarà una pagina html che potrete caricare su un sito web o far processare da un apposito software di grafica 3D per migliorarne la qualità grafica.

Ecco il risultato della nostra elaborazione, immagine e 3D 😀

 

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Scorcio della costa posillipina

Di seguito la video guida 😉

Preparazione dei dati per Time Manager

Oggi volevo realizzare un video con delle sequenze di dati temporali usando il plugin Time Manager. Per chi non lo conoscesse questo plugin di QGis permette di fare cose di questo tipo:

Volevo realizzare un video simile per il progetto della Mappa dei professionisti italiani del settore GIS ma ho incontrato qualche difficoltà. Questo plugin legge il campo temporale solo così configuratoCattura

Per cui mi sono armato di pazienza e mi sono messo a cercare un modo per risolvere il mio problema. Ho trovato questo video di PJ Hooker ma purtroppo ho ancora troppo poca dimestichezza con PostGis per cui mi sono messo a smanettare un po’ dietro l’input avuto da Salvatore Fiandaca.

COSA SERVE?

  • QGis;
  • Time Manager;
  • Excel o foglio di calcolo equivalente.

INIZIAMO!

Abbiamo bisogno di un vettoriale che ha il campo data come questo file:1

Così come è il file se lo importate in Time Manager avrete questo errore:

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La soluzione più rapida che ho trovato è quella di salvare il vettoriale in formato csv, aprirlo in Excel (o foglio di calcolo equivalente) e lavorarci un po’ su. Prima di importare il file in Excel dovrete settare alcune impostazioni per farlo leggere correttamente3

A questo punto avrete la vostra tabella Excel piena piena di dati, individuate la colonna con la data ed impostate la cella in modo che sia in uno dei formati letti da Time Manager, in questo caso sarà yy-mm-dd

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Salvate il csv

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E reimportatelo in QGis seguendo la procedura che vi ho fatto già vedere nella parte iniziale di questo tutorial ed otterrete una schermata così

6-rif video xyz

Ora aprite la tabella attributi e potrete confrontare la nuova con la vecchia tabella

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Adesso vi basta attivare Time Manager, impostarlo correttamente ed il gioco è fatto!

In questo video c’è la procedura integrale, spero sia utile e buona visione! 🙂

 

Il risultato che ho ottenuto con Time Manager? Guarda il video che segue realizzato creando una Heatmap dinamica 🙂

Come importare shape file in OpenStreetMap – NON PIU’ FUNZIONANTE

In questo piccolo tutorial vi mostrerò come importare shape file in OpenStreetMap, prima di dirvi come si fa, apro una piccola parentesi su OpenStreetMap o OSM.

Cosa è Open Street Map?

OpenStreetMap è una mappa liberamente modificabile dell’intero pianeta. È fatta da persone come te. OpenStreetMap permette a chiunque sulla Terra di visualizzare, modificare ed utilizzare dati geografici con un approccio collaborativo. Dal sito ufficiale.

OpenStreetMap (OSM) venne fondato nel luglio 2004 da Steve Coast. OpenStreetMap è un progetto collaborativo finalizzato a creare mappe a contenuto libero del mondo. Il progetto punta ad una raccolta mondiale di dati geografici, con scopo principale la creazione di mappe e cartografie.

La caratteristica fondamentale dei dati geografici presenti in OSM è che possiedono una licenza libera, la Open Database License. È cioè possibile utilizzarli liberamente per qualsiasi scopo con il solo vincolo di citare la fonte e usare la stessa licenza per eventuali lavori derivati dai dati di OSM. Tutti possono contribuire arricchendo o correggendo i dati. Una alternativa proprietaria che riprende le pratiche di crowdsourcing introdotte dalla comunità di OpenStreetMap è Google Map Maker, nel quale i contributi dell’utente possono venir inseriti su Google Maps a fronte di validazione, impedendone il riutilizzo da parte di terzi.

Le mappe sono create usando come riferimento i dati registrati da dispositivi GPS portatili, fotografie aeree ed altre fonti libere. Sia le immagini renderizzate che i dati vettoriali, oltre che lo stesso database di geodati sono diffusi sotto licenza Open Database License.

Se vi interessa approfondire la storia di OSM potete continuare a leggerla qui.

Come importare shape file in OpenStreetMap?

NON PIU’ FUNZIONANTE al 28/06/2017

E’ più facile a dirsi che a farsi! Innanzitutto dovete registrarvi su openstreetmap.org, i dati della registrazione vi serviranno per caricare gli shp o con JOSM o con Merkaartor. JOSM è java editor con funzioni espandibili tramite plugin mentre Merkaator è un piccolo programmino con le stesse caratteristiche di JOSM. Qui, oggi, useremo JOSM.

Il passo zero è quindi registrarsi su OSM e scaricare JOSM, a questo punto apriamo JOSM.

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 1

All’apertura di JOSM avrete una finestra come quella dell’immagine precedente, cliccate sul tasto evidenziato nell’immagine che segue

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 2

Ora dovrete scaricare i dati relativi all’area di vostro interesse dal server di OSM; la procedura è molto semplice ed intuitiva, vi basta disegnare un rettangolo che contiene l’area e cliccare poi su Scarica così come potete vedere nell’immagine che segue:

importare shape file in OpenStreetMap

Avrete davanti a voi adesso i dati modificabili, presi dal server OSM, dell’area di vostro interesse.

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 3

Andate sulla barra dei menù e cliccate su Preimpostazioni, quindi su Preferenze preimpostazioni

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vi si aprirà una finestra come quella che segue, andate in Plugin (estensioni) così come indica l’immagine che segue:

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 4

Nella barra di ricerca cercate opendata, notes, todo, utilspluging, spuntateli tutti quindi cliccate su OK. A questo punto non vi resta che caricare i vostri shp nel modo più classico possibile: File>Apri>Tipo di file impostato su Shapefile. Il gioco è fatto, più facile a dirsi che a farsi.

importare shape file in OpenStreetMap

Buona mappatura!!

Usare i file Lidar con QGis: articolo + esercitazione

LIDAR (acronimo dall’inglese Light Detection and Ranging[1] o Laser Imaging Detection and Ranging) è una tecnica di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, oltre a determinare la concentrazione di specie chimiche nell’atmosfera[1] e nelle distese d’acqua.

Definizione di Wikipedia

In questi giorni mi è capitato di dover lavorare su dei file Lidar, è stata la prima volta che mi sono imbattuto in questo tipo di file e innanzitutto ringrazio i ragazzi di GIS ITALIA per il preziosissimo supporto, senza di loro forse ancora stavo ad impazzire per capire come sfruttarli al meglio.

Viste le difficoltà che ho incontrato ho deciso di scrivere questo articolo che magari potrà tornare utile a qualcuno.

Questo articolo sarà in effetti un tutorial con annessa esercitazione; infatti, oltre a descrivere il procedimento che ho eseguito, inserirò alcuni dei file di base che potrete usare per ripercorrere il procedimento e magari fissarlo meglio in testa.

I file di output della strumentazione LiDAR sono generalmente nuvole di punti del tipo, ad esempio, “.xyz” parte di loro potete scaricarli da qui: DOWNLOAD FILE LIDAR

Ho usato l’ultima versione di QGis LTR per questo lavoro, potete scaricarla da qui.

Iniziamo!

I file che dobbiamo caricare, come dicevo prima, hanno l’estensioni .xyz per cui non possiamo caricarli con un semplice “Add layer” ma ci toccherà usare una strada un po’ diversa. Se provate ad aprire con il blocco note di Windows uno di questi file, noterete che è composto da 3 colonne: le prime due riportano le coordinate e la terza l’altezza. In pratica questi file sono composti da un insieme di punti, ognuno con coordinate proprie ed altezza. I file che ho usato hanno in se solo queste informazioni ma al loro interno se ne possono immagazzinare molte altre come densità, esposizione e tutto ciò che si riesce a “captare” con la tecnica LiDAR.

Detto ciò il primo passo da fare è proprio guardare uno di quei file per “capire come è fatto dentro”, in questo modo ci risulterà semplice capire il procedimento che andrò a descrivere. Con QGis aperto andate in Layer>Add Layer>Add Delimited Text Layer, come riportato in figura.

lidar

Ora viene la parte delicata, fate molta attenzione! Cliccato su Add Delimited Text Layer avrete davanti a voi la seguente schermata:

lidar

Andate su Browse, scegliete il file e caricatelo così come viene spiegato nella prossima schermata.

lidar

Vi sarete accorti che questo tipo di file vanno caricati uno per uno, è una delle parti noiose di questa operazione… Caricato il file avrete difronte a voi la schermata che segue:

  • 4
  1. selezionate Regular expression delimiter, come avrete potuto notare c’è dello spazio tra le colonne che definiscono i singoli file;
  2. andate in Expression ed inserite gli spazi presenti tra le colonne, in questo caso sono due ma in altri file su cui ho lavorato sono meno o anche più. Vi dicevo di studiarvi il file proprio per capire come sono delimitate le colonne;
  3. ora bisogna indicare quali sono le colonne che portano con se longitudine e latitudine, se avrete inserito gli spazi correttamente potrete sceglierle dal menù a tendina che compare;
  4. importante, no, IMPORTANTISSIMO! Togliete la spunta da First record as field names. Questo perchè in questo caso i field non hanno nome e fin dal primo riportano coordinate ed altezza, se non togliete quella spunta perderete il primo record, il primo punto in elenco in pratica non verrà riportato. Ora potete cliccare su OK.

Vi verrà richiesto di inserire il sistema di riferimento come riportato in seguito.

lidar

Fatto ciò avrete la vostra bella nuvola di punti in QGis, procedete con i passaggi precedenti per caricare tutti i file che vi ho passato in modo da averli tutti attivi per le prossime operazioni.

Che ci facciamo con questi file?

Possiamo farci una bella interpolazione per estrarci le curve di livello, un hillshade, uno slope, un relief e tanto altro ancora! Come prima cosa facciamo una interpolazione usando l’apposito plugin, vi comparirà la schermata che segue:

lidar

  1. scegliete il layer;
  2. indicate la colonna con l’attributo altezza;
  3. aggiungete il file(se ne può aggiungere più di uno ripetendo i passaggi 1 e 2);
  4. indicate le dimensioni del singolo pixel. Ho inserito 1×1 perchè i file che ho usato hanno il passo di 1m, cioè i punti contigui distano tra loro 1m; in pratica tutto ciò che è più piccolo di 1m non è stato “letto” dallo scanner. Ora cliccate su OK e vi comparirà quello che segue:

lidar

Questa è una porzione di Nisida opportunamente tematizzata, ora unite tutti i LiDAR per ottenere quello che segue:

lidar

Ora proviamo ad estrarre le curve di livello. Andate in Raster>Extraction>Countour, definite la cartella in cui salvare lo shape ed inserite la distanza tra le curve, 1m in questo caso, spuntate Attribute name e cliccate su OK.

 

lidar_9lidar

 

Otterrete un file così:

lidar

Come vedete il file risulta essere un po’ “sporco” in mare, questo è dovuto ad alcuni errori dello scanner causati dalla rifrazione delle onde oppure, come noterete, in alcuni casi sono presenti i contorni delle barche.

Se volete potete divertirvi ad ottenere isoipse a distanze superiori oppure potete sbizzarrirvi con i vari tools di elaborazioni raster di QGis, qui di seguito un po’ di elaborazioni che ho fatto:

lidar

Isoipse a 5m

Hillshade

Hillshade

lidar_14

Relief

lidar_15

Slope

 

Tutto questo mi è servito per rielaborare in 3D l’area di Posillipo, questo che segue è il video che ho realizzato con ArcScene dopo aver ottenuto la TIN dell’area. Spero che questo articolo vi sia stato utile.


NB: i dati LiDAR utilizzati in questo articolo sono liberamente scaricabili dal SIT della Città Metropolitana di Napoli, sezione OpenData. I file, originariamente in formato grid, sono stati convertiti in nuvola di punti per scopi didattici e per renderli quanto più simili possibili all’output di una strumentazione LiDAR.

Come georeferenziare un raster che non ha punti noti

In questi giorni mi sono trovato nella situazione di dover georiferire un pdf. Purtroppo il pdf di partenza non aveva punti noti, quindi una volta trasformato in raster, come spiego qui, mi sono trovato difronte al problema di come fare a georeferenziarlo. Poco male!

Cosa ci serve per questa semplice operazione:

  • raster senza punti noti;
  • cartografia georiferita dell’area di interesse;
  • QGIS o software similare;
  • pazienza (conditio sine qua non!);
  • attenzione (conditio sine qua non!).

Il processo per georeferenziare un raster è abbastanza simile nei vari programmi presenti in commercio. In questo piccolo tutorial userò QGIS ma più che il programma è importante conoscere il metodo ed il metodo che userò è quello dei GCP – Ground Control Points.

Avviamo QGIS, carichiamo uno shp che riproduce l’area a cui fa riferimento il raster e attiviamo la funzione “Georeferencer”

georeferenziare un raster

Si aprirà una finestra come questa:

2

A questo punto caricate il raster da georiferire andando o in File > Open raster o cliccando sull’icona a scacchiera in alto a sinistra. A raster caricato scegliete un’area e fate uno zoom in modo da inserire il primo GCP. Io in genere inserisco 5 – 10 punti ben distribuiti su tutto il territorio rappresentato dal raster, come riferimenti conviene prendere gli edifici ma fate attenzione a controllare che l’edificio che avete scelto sul raster sia presente nello shape file.

add_point

Andate adesso o in Edit > Add point oppure cliccate sull’apposita icona presente a destra dell’icona con l’ingranaggio e inserite il primo punto.

Cattura

Vi comparirà una finestra come quella di sopra, cliccate su “From map canvas“, individuate il punto che avete scelto del raster sullo shape file, selezionate il punto e quindi cliccate su “Ok“. Avrete un risultato come quello che segue:

Cattura

Come vedete nella parte bassa dell’applicazione è stato aggiunto un punto. Iterate questo procedimento per altre 5 – 10 volte in modo da ottenere una buona distribuzione di GCP.

Cattura

Ora andate in Setting > Transformation setting, si aprirà una finestra come quella che segue in cui potete andare ad inserire i dati necessari alla georeferenziazione. Non mi soffermerò sui vari tipi di trasformazione che varranno analizzati in un altro articolo. Lo shape su cui ho preso i riferimenti per il raster ha come SRS il WGS84/UTM zone 33N, cioè l’EPSG 33633; ho quindi selezionato il sistema di riferimento e ho cliccato su “Ok” come riporta l’immagine che segue.

Cattura

Abbiamo quasi finito. Non ci resta che cliccare su File > Start georeferencing oppure sull’icona con la freccia verde presente in alto a sinistra. Verrà eseguita la georeferenziazione ed il risultato sarà quello che segue:

Cattura

A questo punto chiudete pure Georeferencer, a voi la scelta di salvare o meno i GCP ottenuti, se dovete lavorare di nuovo sul raster vi conviene tenerli così non perdete tempo a georiferire di nuovo il tutto.

Come trasformare un pdf in un raster

Avete una cartografia in PDF e non sapete come trasformarla in raster? Potreste stamparla, scannerizzarla con uno scanner abbastanza grande da contenere tutta la cartografia oppure scannerizzarla a pezzi. Tempo necessario per questa operazione? Ore più eventuali costi se dovete rivolgervi ad un terzo per la scannerizzazione.

C’è però un metodo più sbrigativo ed economico ma che ci restituisce un raster perfettamente utilizzabile, ve lo spiego di seguito.

Cosa ci serve:

  • pdf da rasterizzare;
  • GIMP, programma open-source di grafica (tipo Photoshop ma gratuito!);
  • pazienza (conditio sine qua non!).

Iniziamo!

Avviamo GIMP, in questo tutorial userò la versione 2 del programma di fotoritocco. A questo punto clicchiamo su File, quindi Apri… e cerchiamo la cartella che contiene il nostro PDF. Selezioniamo il file e poi clicchiamo su Apri.

trasformare un pdf in un raster

Passo 1

trasformare un pdf in un raster

Passo 2

Si aprirà a questo punto una finestra(vedi immagine Passo 3 – Passo 4), in Apri pagina come scegliamo Immagini, poi in Risoluzione inseriamo 250,000 in modo da ottenere un raster con una buona risoluzione. Ricorda che il peso del file prodotto è direttamente proporzionale alla risoluzione dell’immagine!

trasformare un pdf in un raster

Passo 3

trasformare un pdf in un raster

Passo 4

Ora possiamo cliccare su Importa. Otterremo quindi la nostra immagine che in questo caso va raddrizzata con gli appositi strumenti di GIMP selezionabili dalla barra a sinistra dell’immagine da elaborare.

trasformare un pdf in un raster

Passo 5

trasformare un pdf in un raster

Immagine raddrizzata

Abbiamo quasi finito! A questo punto non ci resta che creare il nostro raster. Andiamo sul menù File, poi su Esporta come… quindi diamo un nome al nostro raster senza dimenticarci dell’estensione, scegliamo la destinazione quindi selezioniamo il tipo di file immagine (.tiff) e clicchiamo su Esporta.

trasformare un pdf in un raster

Passo 6

Si aprirà la finestra presente nell’immagine che segue, in Compressione clicchiamo su Nessuna, quindi clicchiamo su Esporta.

trasformare un pdf in un raster

Passo 7

Abbiamo finito, ecco il nostro ex PDF oramai divenuto un raster! Il peso del file finale è notevole, quasi 100 MB ho preferito caricare solo lo screenshot ma vi assicuro che l’immagine ha una buona risoluzione! Ora sapete come trasformare un pdf in un raster.

trasformare un pdf in un raster

Risultato finale

Un altro metodo per la conversione è quello che vede l’utilizzo di PDF Creator, software gratuito ed intuitivo che consente di convertire pdf in raster.

Condividi l’articolo se ti è stato utile, potrebbe tornare utile a qualcun altro quindi più si diffonde meglio è! 😉

Come importare un dwg in QGis

Dovevo rieseguire questa operazione che non effettuavo da un po’ e siccome non ricordavo se e come fosse possibile mi sono messo alla ricerca di informazioni in rete. Leggendo qua e là mi è tornato in mente il metodo più sbrigativo e semplice per effettuare l’import e ho così deciso di buttare giù questo piccolo articolo sperando che possa essere d’aiuto a chi come me si scervellava da un po’ sul come si potesse fare.

Innanzitutto c’è da dire che QGis non permette l’importazione di dwg poichè i dwg sono un formato proprietario di Autodesk ma è possibile usare i dxf. Quindi come risolviamo il problema? Acquistiamo una versione lite di AutoCAD o scarichiamo una demo? Poco pratico secondo me. La via più veloce, semplice ed economica è l’accoppiata QGis e DraftSight. DraftSight è un programma simile ad AutoCAD ma totalmente gratuito ed ampiamente sfruttabile in ambito professionale.

La prima cosa da fare è scaricare DraftSight. Terminati tutti i passaggi necessari per l’installazione avviate il programma cliccando direttamente sul dwg in questione.

dwg in qgis

dwg aperto in DraftSight

Ora andate in File/Salva con nome oppure usate la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+S, oppure ancora vi portate nella barra di comando e digitate _SAVEAS e vi si aprirà la classica finestra di salvataggio dei file. Dal menù a tendina scegliete l’estensione con cui volete salvare il vostro file; .dxf in questo caso.

dwg in qgis

A questo punto non vi resta che avviare il caro QGis, fare un drag&drop e seguire le indicazioni che vi compaiono a video, io ho scelto di aprire tutti i vettori presenti nell’ex dwg.

dwg in qgis

Ed ecco quindi che siete riusciti ad importare il vostro dwg, oramai dxf, in QGis! Durante le fasi di apertura del dxf comparirà un messaggio in cui QGis ci dice che imposterà un sistema di riferimento di deault, il WGS84, per cui se non dovesse essere quello giusto per voi ricordatevi di impostare quello che più vi fa comodo.

dwg in qgis

dwg aperto in QGis

Come importare uno shape file in Google Earth

Avete uno shape file e volete visualizzare il vostro lavoro su Google Earth e non sapete come fare? In questo articolo vi spiegherò come si fa!

Iniziamo ad elencare cosa vi accorre:

Come prima cosa avviamo QGIS e carichiamo il nostro .shp. In questa mini guida prenderò in considerazione i confini comunali del comune di Casalnuovo di Napoli.

shape file

A questo punto clicchiamo con il tasto destro del mouse sul nome dello shp che compare in “Legenda” e clicchiamo con il tasto sinistro del mouse su “Salva con nome“.

shape file

Si aprirà la finestra che segue, molto semplice ed intuitiva. Come vede tra le tante personalizzazioni è presente l’opzione “Formato” che è quella che ci interessa. Nel menù a tendina che vi comparirà cliccando con il tasto sinistro del mouse sulla freccia verso il basso affianco a “Formato“,tra le opzioni quella che ci interessa a noi è “Keyhole Markup Language [KML]“. Scelto il formato ed effettuate le personalizzazione desiderate clicchiamo con il tasto sinistro del mouse su “OK” ed avremmo ottenuto il nostro .kml salvato nella posizione da noi scelta e pronto ad essere aperto con Google Earth!

shape file

Ora non ci resta che fare un doppio click sul file .kml ottenuto e ammirare il nostro ex shape file aprirsi in Google Earth!

shape file

Notate che i colori di riempimento spariscono automaticamente quando apriamo il .kml; per migliorare la visibilità ho aumentato lo spessore del tratto andando a modificare i valori presenti nelle proprietà del poligono in Google Earth.