Archivio dei tag shape file

Il GeoPackage: una valida alternativa al formato shape!

In questo articolo vi spiegherò perchè con il GeoPackage potete liberarvi degli shapefile

Il GeoPackage è un formato dati open che fu pubblicato per la prima volta nel 2014. E’ un formato che segue gli standard OGC (Open Geospatial Consortium) ed ha tutta una serie di qualità che lo rendono migliore del vecchio ed oramai superato formato shape.

Prima di conoscere in maniera quanto più approfondita possibile il GeoPackage, andremo a vedere i motivi per cui il formato shape DEVE essere abbandonato. In rete c’è un articolo dal titolo abbastanza significativo “Switch from Shapefile” che vi invito a leggere. In questo articolo sono elencate tutte le problematiche legate all’utilizzo di uno shapefile; di seguito mi limiterò ad elencarne alcune tra quelle più comuni che ho personalmente incontrato:

  • Il nome di un field della tabella attributi non può contenere più di 10 caratteri. Personalmente trovo fastidiosissimo dover troncare i nomi delle colonne! Se devo chiamare un field

    La struttura di uno shapefile

    Superfici_in_evoluzione“, con il formato shp sono costretto a scrivere cose tipo “sup_in_evo“. Brutto da vedere, brutto da leggere, brutto da gestire per la costruzione di una legenda sia in TOC che in layout di stampa.

  • Non si può andare oltre i 255 caratteri per il tipo di dato testuale. Sono davvero tantissimi i casi in cui 255 caratteri sono davvero pochi. Per la costruzione di una carta geologica, ad esempio, quando si ha la necessità di descrivere il tipo di unità geologica, 255 caratteri stanno stretti. Una (non)soluzione al problema che a volte ho adottato in questi casi è creare una tabella esterna con i testi lunghi che ho poi associato allo shp. Questo comporta la necessità di aggiungere un altro file alla già lunga lista di file associata allo shp con l’aumento della possibilità di copia parziale dei file se si devono inviare ad altre persone i dati. Sarà indispensabile inviare anche il file progetto per non perdere l’unione tra tabella esterna ed interna(un altro file da aggiungere!).
  • Non è possibile impostare un set di codifica caratteri. Vi siete mai trovati ad usare dati in una lingua diversa? Non per forza cinese o arabo. Mal di pancia vengono già con l’utilizzo di testi scritti in francese! Caratteri illeggibili, un disastro!
  • Lo shapefile non è un formato dati topologico! Questo significa che le geometrie che vengono generate non sono topologiche e quindi è probabile che incapperete in errori, ad esempio, in geoprocessing. Vi riporto una mia esperienza recente.
    Avevo uno shp pieno di geometrie non valide. Lo importai in PostGIS e con la funzione ST_MakeValid lo resi topologico. Quando lo esportai in shp di nuovo non lo era. Per prova lo esportai da PostGIS in SpatiaLite e risultava corretto anche in SpatiaLite. Come ulteriore prova lo esportai da SpatiaLite in shp ed anche in questo caso mi ritrovai un vettore con geometrie invalide.

Per un professionista del settore GIS queste già dovrebbero essere argomentazioni sufficienti a dire addio allo shapefile; nell’articolo che vi ho linkato ce ne sono molte altre!

Veniamo al GeoPackage. E’ un formato di dati geografici molto duttile, può infatti contenere sia vettori che raster. In realtà questo formato è un data container basato su SQLite. Questo ci consente di avere tanti vantaggi, vediamone alcuni.

ALL IN ONE. Il Geopackage può contenere al suo interno le geometrie, la tabella attributi associata alle geometrie, la topologia delle geometrie, il sistema di riferimento del vettore ed i tematismi!! Il formato shp per fare quasi la stessa cosa ha bisogno di almeno 6 file.

Essendo basato su SQLite possiamo senza problemi scrivere per esteso il titolo dei nostri field. Se il field in questione è di tipo testo non abbiamo nessuna limitazione ai caratteri e quindi possiamo inserire senza difficoltà testi molto lunghi. Essendo un formato che ricalca in pieno gli standard OGC avremmo massima libertà di uso ed interoperabilità tra piattaforme software, inoltre può immagazzinare più di 2GB di dati cosa che uno shapefile non può fare.

Un po’ di mesi fa fu lanciato su Twitter un sondaggio sullo switch dal formato shp, ed il GeoPackage è stato scelto come miglior sostituto surclassando il formato GeoJson.

Un’altra cosa interessante del GeoPackage è il fatto che può contenere raster. Con QGIS è semplicissimo passare da un .tiff ad un .gpkg(l’estensione del GeoPackage), basta effettuare una conversione di formato.

Visti i tanti pro perchè non passate al formato .gpkg?

Come importare shape file in OpenStreetMap – NON PIU’ FUNZIONANTE

In questo piccolo tutorial vi mostrerò come importare shape file in OpenStreetMap, prima di dirvi come si fa, apro una piccola parentesi su OpenStreetMap o OSM.

Cosa è Open Street Map?

OpenStreetMap è una mappa liberamente modificabile dell’intero pianeta. È fatta da persone come te. OpenStreetMap permette a chiunque sulla Terra di visualizzare, modificare ed utilizzare dati geografici con un approccio collaborativo. Dal sito ufficiale.

OpenStreetMap (OSM) venne fondato nel luglio 2004 da Steve Coast. OpenStreetMap è un progetto collaborativo finalizzato a creare mappe a contenuto libero del mondo. Il progetto punta ad una raccolta mondiale di dati geografici, con scopo principale la creazione di mappe e cartografie.

La caratteristica fondamentale dei dati geografici presenti in OSM è che possiedono una licenza libera, la Open Database License. È cioè possibile utilizzarli liberamente per qualsiasi scopo con il solo vincolo di citare la fonte e usare la stessa licenza per eventuali lavori derivati dai dati di OSM. Tutti possono contribuire arricchendo o correggendo i dati. Una alternativa proprietaria che riprende le pratiche di crowdsourcing introdotte dalla comunità di OpenStreetMap è Google Map Maker, nel quale i contributi dell’utente possono venir inseriti su Google Maps a fronte di validazione, impedendone il riutilizzo da parte di terzi.

Le mappe sono create usando come riferimento i dati registrati da dispositivi GPS portatili, fotografie aeree ed altre fonti libere. Sia le immagini renderizzate che i dati vettoriali, oltre che lo stesso database di geodati sono diffusi sotto licenza Open Database License.

Se vi interessa approfondire la storia di OSM potete continuare a leggerla qui.

Come importare shape file in OpenStreetMap?

NON PIU’ FUNZIONANTE al 28/06/2017

E’ più facile a dirsi che a farsi! Innanzitutto dovete registrarvi su openstreetmap.org, i dati della registrazione vi serviranno per caricare gli shp o con JOSM o con Merkaartor. JOSM è java editor con funzioni espandibili tramite plugin mentre Merkaator è un piccolo programmino con le stesse caratteristiche di JOSM. Qui, oggi, useremo JOSM.

Il passo zero è quindi registrarsi su OSM e scaricare JOSM, a questo punto apriamo JOSM.

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 1

All’apertura di JOSM avrete una finestra come quella dell’immagine precedente, cliccate sul tasto evidenziato nell’immagine che segue

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 2

Ora dovrete scaricare i dati relativi all’area di vostro interesse dal server di OSM; la procedura è molto semplice ed intuitiva, vi basta disegnare un rettangolo che contiene l’area e cliccare poi su Scarica così come potete vedere nell’immagine che segue:

importare shape file in OpenStreetMap

Avrete davanti a voi adesso i dati modificabili, presi dal server OSM, dell’area di vostro interesse.

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 3

Andate sulla barra dei menù e cliccate su Preimpostazioni, quindi su Preferenze preimpostazioni

5

vi si aprirà una finestra come quella che segue, andate in Plugin (estensioni) così come indica l’immagine che segue:

importare shape file in OpenStreetMap

Passo 4

Nella barra di ricerca cercate opendata, notes, todo, utilspluging, spuntateli tutti quindi cliccate su OK. A questo punto non vi resta che caricare i vostri shp nel modo più classico possibile: File>Apri>Tipo di file impostato su Shapefile. Il gioco è fatto, più facile a dirsi che a farsi.

importare shape file in OpenStreetMap

Buona mappatura!!

Come importare uno shape file in Google Earth

Avete uno shape file e volete visualizzare il vostro lavoro su Google Earth e non sapete come fare? In questo articolo vi spiegherò come si fa!

Iniziamo ad elencare cosa vi accorre:

Come prima cosa avviamo QGIS e carichiamo il nostro .shp. In questa mini guida prenderò in considerazione i confini comunali del comune di Casalnuovo di Napoli.

shape file

A questo punto clicchiamo con il tasto destro del mouse sul nome dello shp che compare in “Legenda” e clicchiamo con il tasto sinistro del mouse su “Salva con nome“.

shape file

Si aprirà la finestra che segue, molto semplice ed intuitiva. Come vede tra le tante personalizzazioni è presente l’opzione “Formato” che è quella che ci interessa. Nel menù a tendina che vi comparirà cliccando con il tasto sinistro del mouse sulla freccia verso il basso affianco a “Formato“,tra le opzioni quella che ci interessa a noi è “Keyhole Markup Language [KML]“. Scelto il formato ed effettuate le personalizzazione desiderate clicchiamo con il tasto sinistro del mouse su “OK” ed avremmo ottenuto il nostro .kml salvato nella posizione da noi scelta e pronto ad essere aperto con Google Earth!

shape file

Ora non ci resta che fare un doppio click sul file .kml ottenuto e ammirare il nostro ex shape file aprirsi in Google Earth!

shape file

Notate che i colori di riempimento spariscono automaticamente quando apriamo il .kml; per migliorare la visibilità ho aumentato lo spessore del tratto andando a modificare i valori presenti nelle proprietà del poligono in Google Earth.