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Studio sull’utilizzo di una infrastruttura ciclabile con QGIS

La scorsa settimana mi ero ripromesso di analizzare il flusso dei ciclisti sulla ciclabile del lungomare di Napoli in vista delle polemiche nate da un piccolo gruppo di persone che vorrebbero toglierla dall’attuale posizione; tra le motivazione si adduceva anche lo scarso utilizzo della stessa.

In questo piccolo articolo si farà una analisi geostatistica dell’uso di quella infrastruttura grazie ai dati forniti dall’Assessorato alle infrastrutture, lavori pubblici e mobilità del Comune di Napoli. Questi dati in particolare fanno riferimento all’European Cycling Challenge 2015 e mostrano gli spostamenti dei partecipanti al challenge, spostamenti monitorati grazie all’applicazione ufficiale della competizione.

I dati su cui si è lavorato sono in formato csv e riportano l’insieme dei punti traccia dei singoli spostamenti.

ciclabile qgis

La prima cosa che è stata fatta quindi è importare il csv in QGIS 2.8 e generare lo shapefile con cui fare le nostre valutazioni.

ciclabile qgis

La domanda a cui si è voluto rispondere è la seguente: la ciclabile del lungomare è realmente utilizzata?

A sinistra vedete uno scorcio della nuvola di punti. Così come è non è possibile fare alcuna valutazione per cui si sono rese necessarie successive elaborazioni. Le elaborazioni che sono state fatte sono la realizzazione di una mappa di calore (heatmap) e, grazie alle query spaziali, si è cercato di rispondere alla domanda di cui sopra oltre che andare a fare qualche indagine ulteriore come l’individuazione del viaggio più breve e di quello più lungo.

Per poter generare una mappa di calore corretta i dati sono stati resi congruenti allo spirito del challenge andando ad eliminare, grazie ad operazioni di selezione sugli attributi, i viaggi superiori a 25km (limite massimo ammesso dal challenge che è mirato ai ciclisti urbani), i viaggi effettuati su autostrada e tangenziale (è evidente che qualche buontempone ha lasciato attiva l’applicazione quando transitava su infrastrutture stradali con mezzi diversi dalla bicicletta), i viaggi lunghi meno di 500m ed i soli punti traccia presenti sulle infrastrutture ferroviare. Un dato interessante è infatti stato quello relativo all’intermodalità bici-treno che è stata anche molto usata da chi ha partecipato alla competizione. Una volta effettuata questa pulizia sono stati tirati fuori i primi dati: poco più di un migliaio sono stati i viaggi effettuati ed in media sono stati percorsi circa 6km a viaggio.

A pulizia effettuata è stata possibile generare la heatmap.

ciclabile qgis

Heatmap: quadro generale

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Heatmap: Vomero, zona alta

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Heatmap: zona stazione e porto

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Heatmap: Posillipo, zona alta, e lungomare

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Heatmap: particolare del lungomare

Come si può notare la densità di punti è alta/altissima sia sulla stessa ciclabile, abbiamo quindi una prima risposta ma non basta, sia in altre zone cittadine come quelle alte (spesso si sente dire che Napoli non è adatta alla bicicletta perchè sono presenti le colline del Vomero e di Posillipo) e la zona stazione centrale/Corso Umberto I; proprio su quest’ultimo asse stradale è in corso di realizzazione una nuova ciclabile.

La sfida è quantificare il flusso di ciclisti che ha interessato la ciclabile.

Siccome nè sul sito della Città Metropolitana di Napoli e nè su quello del Comune di Napoli è disponibile un grafo stradale, mi sono rivolto a OpenStreetMap. Ho potuto scaricare con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 2.0 (CC-BY-SA) il grafo stradale della città di Napoli che contiene anche il dato relativo al nome della strada visualizzata.

ciclabile qgis

Grafo stradale di OpenStreetMap

Grazie a quel grafo, ripulito da autostrade, superstrade e tratti ferroviari, ho potuto portare a termine le elaborazioni che seguono e dare una risposta alle domande di cui sopra.

La prima cosa che ho fatto è realizzare un buffer del grafo stradale, ipotizzando che tutte le strade di Napoli siano larghe 3m; è una approssimazione indubbiamente ma è utile a questa analisi.

Successivamente ho effettuato uno spatial join tra il buffer creato in precedenza e la nuvola di punti traccia, quindi ho lanciato una query chiedendo di visualizzare solo le strade con una densità di punti maggiore a 5000 ed il risultato è stato che la ciclabile, tutta nella sua interezza da via Partenope a Bagnoli, ha avuto il join count maggiore, circa 18.000 punti. Come si può vedere quindi anche dalle immagini che seguono la risposta alla prima domanda è si, non solo la ciclabile del lungomare è usata ma è tutto il suo percorso.

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Inoltre si può individuare il viaggio più breve, poco più di 500m

ciclabile qgis

Ed il viaggio più lungo, poco meno di 25Km

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Possiamo metterci una pietra sopra: la ciclabilità a Napoli è possibile, la ciclabile è una utile infrastruttura che pur con tutti i suoi limiti è migliorabile, non va eliminata ma va anzi ramificata quanto più possibile.

Di seguito trovate un interessantissimo video su come è possibile animare una mappa di calore rendendola dinamica, appena potrò voglio proprio riprodurre la stessa mappa statica che avete visto in questo articolo in una dinamica.

 

Al link che segue è possibile scaricare la pubblicazione presentata alla TIS2017

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Come si spostano i newyorchesi

Qualche mese fa sono stato a New York, città davvero fantastica e ricca di contraddizioni oltre ad essere ampiamente multiculturale. Forse per deformazione professionale non ho potuto fare a meno di notare come si spostano i newyorchesi nella Grande Mela.

Quello che subito mi è balzato agli occhi è il forte traffico veicolare; sono stato sempre a Manhattan e ho potuto constatare che le strade sono quasi tutte a senso unico. Le Avenue, ampi vialoni, reggono un traffico veicolare molto intenso e nonostante siano belle larghe sono molto spesso sature di veicoli.

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Ingorgo tra la 38° e Madison Avenue

E’ a causa di questo intenso traffico che i newyorchesi si spostano per lo più a piedi, con i mezzi pubblici e in bici!

L’efficientissimo servizio di trasporto pubblico, e in particolare la metropolitana, consentono ai newyorchesi di spostarsi tranquillamente da una parte all’altra della città. Le pochissime auto private che ho visto in sosta a Manhattan mi inducono a pensare che la stragrande maggioranza degli abitanti dell’isola non ha un’automobile privata spostandosi per lo più in maniera sostenibile. I taxi gialli la fanno da padrone e spesso ho visto che vengono usati in maniera condivisa; un consiglio: se vi apprestate ad attraversare la strada sulle strisce pedonali e all’orizzonte vedete arrivare un taxi, fate bene attenzione a capire se sta rallentando, a New York spesso i taxi non si fermano al rosso!

Colonna di taxi in attesa dei clienti all’uscita della Grand Central Terminal

Colonna di taxi in attesa dei clienti all’uscita della Grand Central Terminal

Nonostante il forte traffico veicolare per me New York è la Amsterdam d’oltreoceano! Sono tantissime le bici che circolano sulle strade newyorchesi, l’intermodalità bici-mezzi pubblici è ampiamente sfruttata, anche nella quasi sempre stracolma metropolitana. Il servizio di bike sharing è anch’esso molto sfruttato. Le bici possono essere prese solo se si ha una carta di credito (in USA anche le caramelle si possono acquistare con una carta di credito, forse è anche per questo che hanno tassi di evasione fiscale bassissimi. Medita Italia!) da inserire nei totem di registrazione, ogni bici ha un GPS ed è a prova di furto. La prima mezz’ora è gratis, puoi andare ovunque vuoi e depositare la bici negli appositi stalli. Dalla seconda mezz’ora in poi si pagano penali belle salate, come è giusto che sia! Del resto il bike sharing non è “prendo la bici e ma la porto in giro per tutto il tempo che voglio” ma è una modalità di spostamento alternativa ad autobus, tram, metropolitana, etc…

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New York abbatte tutti gli stereotipi che impediscono alle persone di usare la bici quotidianamente. Certo è vero che hanno un servizio di trasporto pubblico molto ben sviluppato e soprattutto funzionante al 100% ma anche loro hanno dovuto iniziare tempo fa per ottenere quello che hanno adesso in termini di servizi e di cultura.

Se in Italia mai iniziamo seriamente a trattare certi temi, mai avremo la possibilità di spostarci in maniera più tranquilla, sana e piacevole; continueremo ad arrivare in ufficio, a scuola o in altri luoghi, stressati, nervosi, maledicendo il nostro sistema e il modo in cui ci spostiamo e benedicendo città d’oltralpe, o d’oltreoceano come in questo caso, in cui puoi tranquillamente evitare lo stress di un ingorgo!