Rete dei sottoservizi: quadro normativo

Un po’ di tempo fa, all’interno della rubrica “Un GIS per…” parlai della rete dei sottoservizi, cioè quell’insieme di infrastrutture per l’erogazione dei servizi energetici, per la distribuzione dell’acqua potabile, per il convogliamento delle acque fognarie e per l’erogazioni dei servizi di telecomunicazione.

Poche settimane fa ho partecipato ad un bando di gara per un Comune in cui è stato inserito anche il censimento della rete dei sottoservizi esistente finalizzato a realizzare la mappatura dei sottoservizi dell’area urbana.

E’ stata per me questa l’occasione per approfondire gli aspetti normativi a cui far riferimento per questa casistica ed in questo articolo elencherò tutti i riferimenti normativi, italiani ed europei, che ho trovato.

  • Direttiva del 3 marzo 1999 “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici
    Tale direttiva, pubblicata in G.U. sancisce l’obbligo di redazione da parte dei Comuni Capoluoghi di Provincia e di quelli con popolazione superiore a 30.000 abitanti del Piano “Urbano Generale dei Servizi nel sottosuolo”; articolo 3, comma 1.
    Tutti i Comuni hanno l’obbligo di dotarsi di una idonea cartografia che riproduce tali Servizi; articolo 3, comma 4.
    Di particolare interesse in ambito GIS è  l’articolo 15 comma 3 <<I Comuni e gli altri Enti dovranno dotarsi di adeguati sistemi informativi compatibili ed interoperabili, per la raccolta e l’archiviazione dei dati cartografici relativi all’occupazione del sottosuolo da parte di ciascuno dei servizi elencati all’art. 2.>> Le tempistiche entro cui i Comuni devono dotarsi di tali strumenti variano tra 5 e 10 anni; articolo 15, comma 1.
  • DECRETO LEGISLATIVO 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale” – CAD
    All’interno del CAD sono tanti i riferimenti alle azioni che le amministrazioni devono compiere affinchè si abbia una gestione informatizzata delle informazioni, al cittadino e non, in possesso delle stesse, sottolineando come questo tipo di azioni debbano essere finalizzate al conseguimento <<degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicita’, imparzialita’, trasparenza, semplificazione e partecipazione>>; articolo 12 comma 1.
    L’articolo 15, in tutti i suoi commi, sottolinea quanto sia importante l’informatizzazione e la digitalizzazione delle azioni della P.A. soprattutto nell’ottica di <<garantire la partecipazione dell’Italia alla costruzione di reti transeuropee per lo scambio elettronico di dati e servizi fra le amministrazioni dei Paesi membri dell’Unione europea>>.
    Gli articoli 59 e 60, in tutti i loro commi, sono di particolare interesse per l’ambito GIS in quanto definiscono chiaramente quale è il ruolo delle cosiddette “basi dati territoriali” partendo dall’istituzione presso il CNIPA del “Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali” e declinando poi tutte le azioni, a livello locale e nazionale, da espletare.
    Inoltre l’articolo 68, comma 2, fa chiaro riferimento all’interoperabilità dei dati grazie all’uso dei formati dati di tipo aperto e cioè quei formati di dati che per essere utilizzati non necessitano dell’acquisto di una licenza software andando quindi a sgravare le casse degli Enti da ulteriori costi.
  • D.Lgs. 32/2010 “Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità Europea (INSPIRE)“
    INSPIRE (acronimo di Infrastructure for Spatial Information in Europe – Infrastruttura per l’Informazione Territoriale in Europa) è una Direttiva (2007/2/EC del 14 marzo 2007) del Parlamento europeo e del Consiglio dell’unione europea, che ha l’obiettivo di essere un supporto alla stesura di politiche che possono avere un impatto diretto o indiretto sull’ambiente. INSPIRE si basa sulla interoperabilità delle infrastrutture di dati spaziali creati dagli stati membri.
    INSPIRE si basa sulle infrastrutture per l’informazione territoriale create e gestite dagli Stati membri. Per sostenere la creazione di una infrastruttura europea sono stati specificati i seguenti componenti dell’infrastruttura: i metadati, l’interoperabilità dei set di dati territoriali (come descritto negli allegati I, II, III della direttiva), i servizi di dati spaziali, i servizi di rete, i servizi di condivisione dei dati, procedure di monitoraggio e di reporting.
    Di particolare interesse per ciò che concerne questo argomento è il documento “Utility and governmental services” che armonizza i dataset territoriali della rete dei sottoservizi alle specifiche della Direttiva.
  • D.Lgs. n. 33/2016 e successivamente con il D.M. 11/05/2016
    Tali norme istituiscono il SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture) a sua volta frutto della Direttiva 2014/61/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014.
    Il documento “Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto per i
    database delle Reti di sottoservizi” è parte integrante del SINFI. In tale documento vengono riportate in maniera puntuale le modalità con cui devono venire modellati i vari elementi costituenti la rete dei sottoservizi.

Dovrei aver elencato tutte le normative attualmente in vigore; se ne avessi dimenticato qualcuna indicamela nei commenti.

Come puoi vedere è da quasi 20 anni che i Comuni hanno l’obbligo di avere un catasto dei sottoservizi, una vera e propria mappatura. Purtroppo ad oggi sono ancora pochi gli enti locali che hanno assolto a tale obbligo.

Esempio di rete di sottoservizi in ambiente GIS