Il giornalismo di inchiesta – Un GIS per…

Un sistema GIS può essere utile al giornalismo di inchiesta? Certamente! Posizionare un evento o ciò su cui si sta indagando su una mappa è senza altro utile per avere un quadro migliore.

Un esempio di come i GIS possono essere utili al giornalismo di inchiesta è l’articolo che segue basato, purtroppo, su fatti realmente accaduti negli ultimi anni nel comune in cui abito, Casalnuovo di Napoli.

E’ colpa dei Rom?

Premessa: leggi tutto l’articolo prima di soffermarti sul titolo e poi se vuoi commenta.

Nel luglio 2005, nell’area in cui a distanza di pochi mesi inizieranno i lavori della TAV e si insedierà il campo nomadi, comparve questa strana macchia sicuramente non naturale che ha tutte le sembianze di uno sversamento di liquami di qualche tipo.

giornalismo di inchiesta Dopo pochi mesi arrivarono i nomadi e nell’area a cui corrispondeva la macchia della foto precedente iniziarono i primi lavori per la TAV. Siamo a febbraio 2006.

giornalismo di inchiesta

Nel febbraio del 2007 il campo ha una estensione maggiore rispetto al rilievo precedente, è presente un piccolo accumulo di rifiuti ed un area di incendio distante dal campo.

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Nel gennaio del 2008 l’estensione del campo risulta essere pressochè invariata, come pure quella della discarica, è più vasta l’area da incendio ed in prossimità del campo.

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A maggio 2011 l’estensione del campo non varia in maniera consistente rispetto al rilievo precedente, è aumentata invece in maniera considerevole la discarica. L’immagine satellitare fa riferimento al rilievo pubblicato dal Ministero dell’Ambiente nel 2012 ma come si legge nei metadati l’effettivo rilievo è avvenuto a maggio 2011.

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La situazione è pressoché invariata nel dicembre 2012.

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Tutto è quasi invariato nel giugno 2013.

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Si ha un aumento consistente della discarica nell’agosto 2014.

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Non è possibile andare oltre con i rilievi per assenza di dati sia da Google Earth che da parte del Ministero.
Si è stimato, o almeno questo hanno riportato varie testate giornalistiche, che nel momento in cui è stato sgomberato il campo nomadi erano presenti circa 150 persone. Questo è il dato che verrà usato nelle stime che seguono rielaborato andando a ritroso negli anni con una semplice proporzione.
Come si può vedere dal grafico che segue, all’aumento dell’estensione del campo è possibile associare un aumento dell’estensione della discarica con un rapporto abbastanza costante fino al 2008. Il rapporto area campo su area discarica è di molto inferiore all’unità (0,05 nel 2007) fino al 2008. Possiamo ipotizzare che almeno fino a gennaio 2008 la discarica era fatta di rifiuti da autoproduzione. Ogni attività antropica produce rifiuti che in qualche modo vanno smaltiti. Qualcosa è cambiato tra il 2008 ed il 2011.
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Il rapporto indicato prima dal 2011 in poi arriva e supera l’unità arrivando a 1.19 nel 2012. Fino al 2008 ogni abitante del campo “aveva a disposizione” al massimo quasi 1,2 mq(dato 2007) da usare come discarica. Dal 2008 in poi, pur aumentando di poche decine di unità la popolazione, ogni abitante del campo ha iniziato ad occupare una superficie sempre più grande di suolo da utilizzare come discarica. Tale superficie è di 45,30 mq nel 2014.
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Come è possibile ciò? L’area del campo è più o meno la stessa ma la superficie della discarica è aumentata del 98% superando in estensione la superficie del campo e continuando ad aumentare negli anni anche se nel frattempo il campo ha iniziato a ridursi in estensione e numero di abitanti!
Le domande che nascono da questo “studio” sono tante.
I nomadi si sono insediati nel 2006, perchè nessun amministratore, sia locale che provinciale che regionale, ha dato seguito alle indicazioni del Formez finalizzate all’integrazione delle comunità nomadi? Sempre parlando di integrazione si poteva insegnare agli abitanti del campo la differenziata, prevedendo il ritiro dell’immondizia che loro producevano in modesta quantità fino al 2008.
Cosa è successo tra il 2008 ed il 2011? A cavallo di quegli anni è iniziato il problema chiamato Terra dei Fuochi e di li a poco anche i media nazionali ne avrebbero preso coscienza. Chi ha portato i rifiuti ai nomadi e perchè nessuno ha fermato questo scempio?
Il titolo di questa nota è “La colpa è dei Rom” ma chi sono i Rom? Quella popolazione di poco più di un centinaio di persone che si è insediata in un area e che fino al 2008 generava rifiuti per evidente autoproduzione o quelli che negli anni hanno portato, sversato, pagando anche i nomadi, rifiuti di ogni tipo(Italiani brava gente era il titolo di un film)? Oppure ancora sono le istituzioni che non hanno mai fatto nulla per evitare che succedesse ciò che è successo negli anni e succede ancora, cioè che il campo nomadi, vuoto da mesi oramai, prendesse di nuovo fuoco? Un campo posto sotto sequestro, monitorizzato dall’esercito.
Non so se può chiamarsi indagine o inchiesta, ma un cittadino qualunque come me può eseguire dei rilievi con immagini satellitari disponibili gratuitamente. Immagini sia di privati(Google Inc.) che di enti pubblici (Ministero dell’Ambiente). Chi avrebbe dovuto monitorare l’area ed indagare, dei rilievi come questi li ha fatti? Senza contare che un ente può avere a disposizione uno storico di immagini satellitari ancora più fitto di quello che ho potuto creare io.
Mi scuso con i giornalisti di mestiere se quello che ho scritto non può essere definito inchiesta ma il tutto è stato scritto per mostrare le potenzialità di uno strumento che messo nelle mani di chi fa giornalismo di inchiesta è di sicuro di forte impatto.

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